Vi innamorate di persone che vi rifiutano o che vi fanno penare?

Siete convinti che nessuno potrà darvi l’amore di cui avete bisogno?

Oppure passate da una relazione all’altra, siete convinti all’inizio che finalmente possa essere quella giusta, ma presto rimanete delusi?

Alternate, nei confronti del partner, momenti di rabbia a momenti in cui vi sentite soli e traditi?

Forse questo articolo può essere utile.

 

Che cos’è uno schema?

Uno schema è un insieme di emozioni, comportamenti, sensazioni, che è ormai automatico in noi e che mettiamo in atto, davanti a certi stimoli e a certe situazioni “attivanti”, senza che ormai ne siamo consapevoli.

Solitamente gli schemi si creano durante l’infanzia, sono credenze ormai radicate, che ci hanno insegnato o abbiamo “assorbito” in famiglia.

 

A cosa servono gli schemi?

A questo punto, vista la descrizione degli schemi, come qualcosa che ci “ingabbia” e non ci consente di rispondere autenticamente a quello che ci succede nel presente, ci si potrebbe chiedere perché continuiamo a fare ricorso a loro.

La risposta è semplice: sono rassicuranti e prevedibili.

Si tratta della struttura che ci portiamo dietro e che ci dice “chi siamo” (o chi pensiamo di essere). E’ una sorta di lente che utilizziamo per leggere il mondo e quello che ci succede. E’ quindi un importante “riferimento” per prevedere e comprendere la realtà. Servono quindi a “equipaggiarci” per affrontare il mondo.

L’aspetto negativo è che tali schemi, se forse erano funzionali e avevano un senso nel passato, oggi sono un equipaggiamento che si trasforma in “zavorra”. Di cui, quindi, è opportuno imparare a liberarsi.

Imparare a riconoscere i propri schemi disfunzionali: la trappola della deprivazione emotiva

Come affrontiamo le nostre trappole? Fuga, contrattacco o resa?

Di fronte a queste trappole, non tutti reagiscono allo stesso modo. Il temperamento e le storie di vita possono fare sì che ci rapportiamo con le nostre trappole in maniera diversa.

Fuga: la strategia di alcune persone è quella di “evitare” le trappole, le emozioni che esse danno origine e le situazioni che le attivano. Il rischio in questo caso è di “non cambiare mai” ma di ritrovarsi sempre nelle medesime situazioni di malessere senza mai affrontarle.

Contrattacco: c’è chi si oppone ai suoi schemi, al punto da comportarsi esattamente all’opposto rispetto a ciò che lo schema inconsciamente “richiede”. Come via di uscita alla vulnerabilità della trappola, cerchiamo di dimostrare a noi stessi e agli altri che è vero il contrario e che non abbiamo alcun problema

Resa: chi si arrende alla trappola fa il suo gioco; questo vuol dire che insconsciamente cercheremo situazioni che confermano il nostro schema

 

Cos’è la deprivazione emotiva?

La deprivazione emotiva è uno schema che nasce da particolari situazioni sperimentate durante l’infanzia. Immaginate un bambino e poi un adulto che cresce e vive con la seguente convinzione automatica: “Sono solo, nessuno mi ama, non troverò mai nessuno che mi capisca fino in fondo e riempia il mio vuoto emotivo”.

 

 

Come vivranno quindi le relazioni le persone che hanno questo schema automatico?

Le relazioni, infatti, sono l’arena in cui le nostre vulnerabilità, il nostro bisogno di affetto, il nostro senso d’inadeguatezza e le nostre speranze di “colmare il vuoto” vengono più a galla.

 

L’evitamento dell’intimità

Ci sarà quindi chi eviterà del tutto le relazioni o sarà particolarmente freddo e guardingo. La convinzione che non potremo essere amati ci farà fuggire dal nostro schema e ci farà evitare di entrare in intimità con gli altri, per paura di provare ancora una volta la delusione legata al fatto che nessuno può capirci e riempire il vuoto d’amore che ci portiamo appresso da una vita (strategia della fuga davanti allo schema). Altre persone, invece, iniziano nuove relazioni: tutte le volte partono in “quarta” e sono convinte che finalmente sia quella giusta. Dopo poco però, quando la relazione sta diventando intima, rimangono nuovamente delusi e abbandonano la relazione per poi riiniziare tutto da capo.Così facendo però ci precludiamo veramente di essere amati (se non come vorremmo noi almeno per un “pezzetto)

Imparare a riconoscere i propri schemi disfunzionali: la trappola della deprivazione emotiva

La scelta di persone fredde e distanti

Ci sarà chi, invece, si arrenderà allo schema e cercherà persone in grado di confermarlo. Si tratta cioè di coloro che si innamorano di persone fredde e distanti, che inevitabilmente li deluderanno e “riattiveranno” i soliti sentimenti di abbandono e di solitudine (comportamento di resa)

 

Le eccessive pretese nella relazione

Infine ci sarà chi cercherà di combattere lo schema e di contrattaccare. Sono spesso coloro che vivono le relazioni con un forte senso di insaziabilità: niente è mai abbastanza per loro. Nessuna dimostrazione di affetto del partner li convince e li soddisfa fino in fondo, talmente sono convinti che nessuno li potrà amare.

Vi siete mai sentiti dire dai vostri partner che “pretendete troppo” o che “i vostri bisogni sono eccessivi”? Potrebbe essere una reazione di contrattacco quando sentite in voi attivarsi lo schema della Deprivazione Emotiva.

 

Per fortuna è possibile prendere consapevolezza degli schemi che ci toccano più da vicino, dei pensieri irrazionali che ci sono dietro e delle situazioni o delle persone che oggi, nel qui e ora, ci fanno riattivare schemi del passato. Questo è il primo passo per “rispondere da adulto” e con le risorse di oggi, a comportamenti, pensieri ed emozioni che riemergono dal passato e che non sono più attuali.

 

Per saperne di più: “Reinventa la tua vita” di Young e Klosko, edizione Cortina.

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